Henri de Toulouse-Lautrec, pittore manifesto della Modernità. In mostra al Palazzo Blu, Pisa

Arte moderna, East magazine, Mostre
Se vi chiedessero di chiudere gli occhi e visualizzare Montmartre e la Parigi di fine Ottocento, quali sono le prime immagini che vi verrebbero in mente? Sono certa che almeno una includerebbe il Moulin Rouge, i cabaret, le ballerine di can can, e che probabilmente avrebbe le sembianze di una vecchia locandina. Tutta colpa – o merito – di Henri de Toulouse-Lautrec, pittore famoso oggi ed allora per il suo talento come pubblicitario almeno quanto lo fu per i suoi scandali e le sue sventure, spesso indissolubilmente legati.
Dal 16 ottobre le immagini di cui abbiamo evocato il ricordo sono state riunite ed arricchite con altre opere, forse meno riconoscibili ma altrettanto penetranti, presso il Palazzo Blu di Pisa, in occasione di una grande mostra autunnale dedicata a Lautrec visitabile fino al 14 Febbraio 2016. Due sono le facce conosciute di Henri, tormentato talento del XIX secolo, ed entrambe sono indagabili nelle quasi duecento opere in mostra tra tele, manifesti, litografie e disegni.
La prima riguarda il suo vissuto personale, le origini aristocratiche a cui è riconducibile anche la sua fragilità ossea congenita, una malattia ereditaria legata alla stretta parentela tra i suoi genitori che gli impedì di condurre la vita di agi e divertimenti a cui avrebbe avuto accesso. Malattia alla quale però dobbiamo l’avvicinamento all’arte e al disegno, attività che divennero il vero motivo della sua vita, la molla che lo catapulterà negli stimoli di Parigi. La sua ricerca di un equilibrio sul margine del contesto – prima a causa della malattia, in seguito come forestiero nella capitale – lo porterà a sviluppare uno sguardo unico sul mondo e i suoi abitanti, soprattutto verso chi come lui tendeva all’emarginazione. I suoi dipinti sono famosi per le molteplici sfumature, date sia dalle pennellate veloci e dalle scelte cromatiche sia dagli sguardi, le pose, la psicologia dei personaggi ritratti, sofferenti e smarriti, a tratti assorti e persi nel loro mondo, resi più intensi anche dalla mancanza di fondali. La seconda faccia di Lautrec sta nella sua padronanza della tecnica e nella capacità di cogliere cosa serviva nel momento in cui avvertiva una mancanza: è lui il primo vero pubblicitario della storia, se guardiamo alle locandine e alla nascita dei manifesti così come li intendiamo oggi. Realizzò delle vere e proprie campagne pubblicitarie per i café ed i locali notturni di Parigi come il Moulin Rouge, di cui era cliente abituale, ed ebbero un grande successo, al punto che Henri fu uno dei pochi artisti di quel periodo a guadagnare grazie la propria arte.
Contemporaneamente al momento di massimo successo, lo stile di vita dissoluto a cui si abbandonò Lautrec – non dissimile da quello di molti colleghi bohémien, come lui tormentati dalla sifilide e dall’alcolismo – gli costò lunghi periodi di malattia ed infine la vita stessa, benché non fosse ancora trentenne. Ciò non toglie che, in una manciata di anni e con una produzione notevole, egli sia riuscito a trasformare profondamente il mondo dell’arte, inaugurando quella che possiamo definire Modernità attraverso un modo trasparente di pensare e di vedere le cose, riassunto in un pensiero molto diretto dell’artista “Dipingo le cose come stanno. Io non commento. Io registro.”
http://www.eastonline.eu/it/cultura/arte-e-architettura/henri-de-toulouse-lautrec-pittore-manifesto-della-modernita-al-palazzo-blu-di-pisa

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