In compagnia degli altri. William Forsythe al Kunsthal Charlottenborg di Copenaghen

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William Forsythe è un ballerino statunitense famoso in tutto il mondo ma non solo, è anche uno dei migliori coreografi viventi e questo, negli anni, ha fatto di lui un artista fenomenale, un grande performer. Per essere più precisi, nell’ultimo decennio Forsythe ha contribuito a realizzare alcune mostre imponenti, molto coinvolgenti perché fortemente ambientali, giocate sulla percezione da parte dello spettatori di più elementi nello spazio, a cominciare dal suono e dal movimento. È il caso dell’ultima mostra, intitolata In the Company of Others, una collettivacurata da Mathias Kryger e realizzata negli spazi della Kunsthal Charlottenborg di Copenaghen, in collaborazione con la Scuola Nazionale di Ballo e Arti Performative della Danimarca.
Nato a New York nel 1949, Forsythe si distinse fin da giovane come allievo della prestigiosa Juilliard School, del Joffrey Ballet School e dell’American Ballet Theatre School. Negli anni Settanta la sua carriera prese il volo a Stoccarda, dove venne ingaggiato come ballerino, mentre in parallelo iniziò a sperimentare e – velocemente – a consolidare le proprie capacità come coreografo, stringendo collaborazioni internazionali in Germania, Paesi Bassi e Francia soprattutto. Chiamato al ruolo di direttore del Balletto di Francoforte nel 1984, per due decenni portò in scena opere di altissimo livello, molte delle quali firmate di suo pugno ed entrate nella storia della danza contemporanea. Forte di questo bagaglio di esperienza incredibilmente variegato, dieci anni fa egli inaugurò una nuova stagione della sua carriera, fondando una propria compagnia di ballo nel 2005 e facendo contemporaneamente il suo ingresso come performer in istituzioni artistiche di rilievo come il Centre Pompidou di Parigi, la Tate Modern di Londra, l’Arsenale di Venezia. Se inizialmente le sue opere erano pensate per animarsi in presenza di uno o più ballerini – come nel caso di Nowhere and Everywhere, 40 pendoli appesi ad un soffitto all’interno di una stanza che oscillavano con casualità gli uni rispetto agli altri, ed una danzatrice che volteggiava per evitare il contatto con gli oggetti in movimento – oggi è più facile che il performer sia il pubblico. La stessa Nowhere and Everywhere è stata riproposta alla Turbine Hall di Londra e alla Biennale di Venezia in varianti caratterizzate da centinaia di piccoli oggetti in metallo lucido appesi ad un filo. Queste versioni hanno previsto più ballerini che danzando evitavano il contatto con i pendoli, fino all’allestimento del 2013 al Museum Folkwang di Essen, in Germania, quando a muoversi nel dondolio furono invitati i visitatori, così come accade per la versione dedicata alla mostra In the Company of Others. Anche nel caso dell’opera dal titolo Scattered Crowd, presentata per la prima volta nel 2002 a Francoforte sul Meno e poi esportata in varie città e in altrettanti edifici, si parla di un’installazione dinamica. Si tratta di un’opera con cui Forsythe ha voluto rievocare l’infanzia, il tema del ricordo, mediante la ricerca di uno spazio molto ampio poi riempito da migliaia di palloncini bianchi, sospesi e fluttuanti, accompagnati da una colonna sonora significativa e spostati dall’intervento fisico dei visitatori.
In occasione della collettiva alla Kunsthal Charlottenborg, queste ed altre installazioni di Forsythe sono state messe a confronto con le opere di sette famosi artisti contemporanei: Manon de Boer, Gerard Byrne, Maria Meinild, Bruce Nauman, Rashaad Newsome, Magnus Pettersen e Sturtevant. Le opere in mostra sono state selezionate sulla base di tematiche care all’artista ballerino, ovvero il rapporto tra il corpo e lo spazio, ma soprattutto il movimento inteso come possibile linguaggio. Come dice Forsythe ”Accostandomi ad una figura tradizionale in modo sempre diverso…ricomponendola in successioni differenti, posso evocare una straordinaria molteplicità di informazioni utilizzando pochissimo materiale”.
Nella danza, come nell’arte.
http://www.eastonline.eu/it/cultura/arte-e-architettura/in-compagnia-degli-altri-william-forsythe-al-kunsthal-charlottenborg-di-copenaghen

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