Lucian Freud Project all’Irish Museum of Modern Art di Dublino

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L’Irish Museum of Modern Art ha trovato la sua sede ideale nell’antico Ospedale Reale di Kilmainham, edificato nel XVII secolo e ristrutturato dal 1984 al 1990, quando è divenuto la culla irlandese dell’arte contemporanea. L’esposizione permanente di oltre 1.650 opere d’arte irlandesi e internazionali fa da cornice a importanti iniziative legate al panorama contemporaneo che più influenza il nostro secolo, infatti non è un caso che l’IMMA si sia assicurata un prestito quinquennale di cinquanta opere firmate Lucian Freud, considerato uno dei più grandi pittori realisti del XX secolo.
Nipote del famoso psicanalista Sigmund Freud, Lucian nacque nel 1922 nella Germania di Hitler, un paese che la sua famiglia scelse di abbandonare alle prime avvisaglie di ciò che sarebbe avvenuto, per mettere radici in Inghilterra, dal 1939 loro paese di adozione. Freud iniziò a dipingere all’inizio degli anni Quaranta, dopo un periodo di formazione a Londra e nell’Essex sotto la guida del pittore Cedric Morris. Nel 1944 venne organizzata la sua prima mostra personale in una galleria londinese, esposizione da cui emersero la sua naturale propensione ad osservare nel dettaglio il reale, unendolo ad una propria interpretazione concettuale.
Francis Bacon, amico e collega, fu certamente una fonte di ispirazione in termini di dedizione ed abilità per Lucian, il quale iniziò ad affinare una tecnica ed uno stile molto personali che lo porteranno in pochi anni a rappresentare il Regno Unito alla XXVII Biennale di Venezia. In quell’occasione, insieme al collega Ben Nicholson e allo stesso Bacon, mostrò e dimostrò la propria capacità di andare oltre la superficie della realtà che rappresentava, cercando di raccontare la scena soprattutto attraverso i dettagli, i particolari.
Probabilmente fu anche per questo che in breve tempo decise di dedicarsi prevalentemente e poi definitivamente ai ritratti. Le pose estenuanti a cui i modelli e le modelle venivano sottoposti dava modo a Lucian di conoscerne ogni fibra, ogni ruga, ogni difetto ed espressione, perfino ogni loro pensiero. La potenza visiva dei dipinti di Freud risiede nell’intimità dello sguardo che rivolge al suo protagonista, l’interesse sincero dei confronti della sua persona. Non a caso l’artista ha affermato di dipingere “le persone che mi interessano e di cui mi importa e a cui penso in stanze in cui vivo e che conosco”. Non a caso esistono decine di ritratti della madre, cui era molto legato, soprattutto dopo la morte del padre, ed altrettanti delle figlie Bella ed Esther e della prima moglie Kitty Epstein. Per non parlare delle centinaia di amanti che egli, da inguaribile donnaiolo, collezionò fino alla fine dei suoi giorni, arrivata ad 88 anni.
L’IMMA presenta oggi una selezione di oltre cinquanta opere tra le più famose dell’artista, realizzate a partire dagli anni Settanta, comprendenti dipinti su tela e disegni su carta. Le opere in questione sono il fulcro del progetto che prenderà forma nell’arco dei prossimi cinque anni, proponendo esposizioni temporanee con nuove opere che andranno ad integrare quelle già in esposizione, seguendo un filone tematico, oppure con lavori che andranno a dialogare con i dipinti di Freud, ma apparterranno a pittori e generazioni differenti.
L’idea dell’IMMA è di utilizzare l’opportunità di questo grande prestito – che ha coinvolto importanti collezioni private – per dare vita ad un centro di ricerca e sperimentazione temporaneo legato a Lucian Freud, che permetta a studiosi del pittore ma anche a interessati e studenti di tutte le età di approfondire aspetti fondamentali del suo lavoro. Non a caso le mostre verranno coronate da convegni, conferenze e laboratori dedicati, per offrire tutto l’appoggio logistico e tecnico necessario a fare di questi cinque anni un momento di crescita legato e dedicato ad un grande maestro, ricordato per un pensiero fisso: “Voglio che il dipinto sia fatto di carne, i miei ritratti devono essere ritratti di persone, non simili alle persone. Per quel che mi riguarda il dipinto è la persona. Voglio che faccia la stessa impressione della carne”.
http://www.eastonline.eu/it/cultura/lucian-freud-mostra-irish-museum-modern-art-dublino

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